La bellezza in cui credo

da | Mar 23, 2022 | fototerapia e fotografia terapeutica | 0 commenti

 Che cosa è la bellezza?

E’ ritenuto bello ciò che è carino, piacevole, attraente, gradevole, avvenente, delizioso, armonico, meraviglioso, delicato, grazioso, leggiadro, incantevole, magnifico, stupendo, affascinante, eccelso, eccezionale, favoloso, fiabesco, fantastico, magico, mirabile, pregevole, spettacolare, splendido, sublime, superbo.

Umberto Eco

Che sensazione hai provato leggendo questo aforisma? Positiva, negativa, nessuna…?

Probabilmente se leggendo l’aforisma hai attribuito tutti questi aggettivi all’aspetto fisico avrai provato una fastidiosa sensazione, quasi di apnea.

Questo perché la bellezza esteriore è legata al concetto di immagine, alla percezione che noi o gli altri hanno (o potrebbero avere) di Noi.

Secondo i canoni estetici, l’armonia e la proporzione delle forme, la simmetria delle caratteristiche e l’assenza di difetti fisici sono caratteristici della bellezza fisica.
La mia immagine è “bella” solo se rispetta dei canoni. 
I canoni della bellezza, in particolare nel mondo dell’arte, sono cambiati nel tempo anche in modo radicale.
Si pensi alla trasformazione che il corpo femminile ha subito dalla Preistoria al Rinascimento.

  •  Nella preistoria, le forme tipiche della femminilità erano esageratamente evidenziati per valorizzare la funziona materna della donna (donna feconda).
  • Nell’età medievale, l’ideale di bellezza era un concetto molto particolare. La femminilità viene celata e colpevolizzata il corpo doveva essere esile, con fianchi stretti, il seno appena accennato, il ventre prominente e la sua pelle estremamente candida, quasi pallida.

     

  • Nell’età rinascimentale, i canoni della bellezza femminile cambiarono radicalmente, si ritornò al modello di bellezza delle Veneri greche: forme curve e generose, fianchi larghi, mantenendo i visi dall’incarnato pallido.

Ma non credi sia più corretto chiedersi cosa sia la bellezza, in quanto idea?

L’idea che ognuno di noi ha della bellezza dipende da vari fattori, oltre che dalla propria personalità, anche dalle proprie esperienze e dai valori che sono stati tramandati dalle generazioni precedenti.

Generazioni di una cultura che per troppo tempo si è concentrata sul come “devo essere” piuttosto che sul “come sono”. Una generazione che inevitabilmente ci ha costretti a indossare la maschera dell’ essere ciò che gli altri si attendono per renderci apparentemente accettabili (e amabili).

Quanto costa questo tipo di bellezza nella nostra vita? 

L’impatto che la bellezza esteriore ha sulla nostra vita è senza dubbio molto potente, una potenza tale da scaturire effetti negativi e portarci a nascondere la nostra identità.

Ma è importante conoscere l’influenza che questo genere di bellezza ha nei rapporti interpersonali e iniziare a guardare al di là di essa. 

Questo tipo di bellezza produce un vortice di emozioni e stati d’animo come vergogna, insicurezza, ansia o rabbia legati alla convinzione di “non essere accettati” fino ad indurre la persona a sperimentare una fragilità psicologica ed emotiva tale da distruggerla.

Fragilità infatti deriva dalla parola latina “frangere” che significa rompere, mandare in pezzi. La sensazione emotiva che prova chiunque cade in questo tunnel è proprio questa: “andare a pezzi”.

Pensi sia questa la vera bellezza?

La bellezza in cui Io credo non si ferma all’apparenza, non riguarda solo l’immagine, ma ha origine dal mondo interiore e si innalza verso l’esterno facendo si che la persona si manifesti nella sua interezza. È una bellezza interiore che valorizza l’unicità dell’Essere: l’Essenza.

La bellezza interiore non implica la necessità di aderire a dei canoni. È legata al rapporto con la propria identità, alla capacità di stare bene con se stessi: implica scoprire e conoscere i propri punti di forza e i propri bisogni, le proprie luci e le proprie ombre.

Credo fortemente che il termine bellezza vada anche oltre la distinzione esteriore-interiore, e che la bellezza sia armonia dell’ essere e del sentire.

Cosa significa armonia dell’essere e del sentire?

Essere e sentire sono strettamente legati alla capacità di riconnettersi con se stessi, e così che la bellezza si trasforma in un sentiero che aiuta a incontrarci con quella parte di noi fatta di dicotomie – positivo-negativo, buono-cattivo, luce-ombra – e a esplorare ciò che sappiamo di essere e ciò che stiamo scoprendo di essere. 

Solo quando le dicotomie che ci appartengono si integrano tra loro per creare qualcosa di unico e irripetibile allora la bellezza trova il suo splendore, generando stupore e trasformazione. Una trasformazione che consiste nel recuperare il senso di interezza, rimettendo insieme insieme le parti andate in frantumi, fino a convertire la fragilità emotiva in crescita emotiva.

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Cosa possiamo fare nella nostra vita per godere di tale bellezza? 

Creare (e crearla)

Ritrovare il flusso creativo nel nostro quotidiano, nei nostri movimenti e nelle piccole cose che ci caratterizzano.

Creare situazioni in cui poter ri-vivere le sensazioni e le emozioni nel “qui ed ora”, stare “con loro ed entrare in contatto con quelle risorse che ci aiuteranno a guardare oltre ciò che non riusciamo a vedere, ri-scoprendo il potere che risiede in Noi. 

Il luogo della bellezza è la nostra Anima e solo quando dentro di Noi avremo ri-trovato l’armonia allora anche la nostra bellezza esteriore (specchio di quella interiore) potrà brillare.

Come la fotografia può facilitare questo processo?

La fotografia è il mezzo artistico più potente dal punto di vista emotivo, un atto creativo che produce bellezza e che rende più visibile l’invisibile, facendoci vedere oltre e dentro le cose. Un medium potentissimo per  entrare in contatto con le proprie sensazioni, per esplorare il proprio luogo interiore e per riscoprire e raccapezzare la propria bellezza e unicità. 

Ma vorresti dire che la fotografia è il punto d’arrivo?

Assolutamente no! La fotografia non è il prodotto finito, è il punto di partenza per ripercorre la propria mappa interiore, per avere uno sguardo verso la parte più intima di sé e riscoprire ed esplorare ciò che inconsciamente già sai.

La fotografia si mette al servizio di Te per tornare a ritrovare la tua energia unica e irripetibile, la tua Essenza. È lì, nella complessità e unicità del tuo Essere, che risiede la tua bellezza.

I momenti catturati nello scatto raccolgono il senso di ciò che già sei, dando forma e voce alla bellezza della (tua) trasformazione. 

Per questo vorrei invitarti a creare la tua bellezza partendo dal quotidiano. Un quotidiano di ascolto e osservazione.

Esercizio di fotografia terapeutica per creare bellezza

Obiettivo: Imparare a trovare la bellezza di sé attraverso il linguaggio della fotografia

Cercate di scattare senza farvi guidare dai vostri pregiudizi ma ascoltando le vostre sensazioni.

Per una settimana, osservati intorno e interroga tutto ciò che cattura la tua attenzione. 

“Cosa mi vuoi dire?” – “Cosa racconti di Me?”

Per trovare la risposta scatta una fotografia (non più di 3 al giorno) e se ne hai la possibilità stampale.

Adesso, prova a fermare l’attenzione su ciò che hai realizzato, lascia scorrere queste immagini dentro di Te, come se fossero le sequenze di un film:

  • Riesci a notare quali sono quei pattern visivi che si ripetono?
  • Riesci a trovare la metafora personale che risiede in loro?

Se ti fa piacere, puoi realizzare un portfolio (ti consiglio di utilizzare l’app Unfold) e pubblicarlo su IG taggando @silvia.previtera.

 

COSA POSSIAMO FARE INSIEME?

Se desideri approfondire il tema della bellezza in relazione all’immagine e all’identità femminile, posso offrirti il servizio di fotografia terapeutica “Anime”.

Se invece sei interessatə a scoprire la bellezza della tua Essenza, sia che tu sia uomo o donna, posso offrirti il percorso psicologico di fototerapia “Viaggio Interiore”, un percorso su misura in grado di indagare e di entrare in contatto con la tua parte più profonda.

Grazie per essere arrivatə fin qui, se vuoi condividere con me le tue riflessioni, il tuo punto di vista sull’argomento o le sensazioni provate durante l’esercizio di fotografia terapeutica scrivimi a info@silviaprevitera.it.
Se invece desideri ricevere maggiori informazioni sui miei servizi di Fotografia e Psicologia puoi scrivermi o prenotare una chiamata conoscitiva. Saprò consigliarti il servizio più adatto per Te.

Un abbraccio,
Silvia

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