Letture PsicoFotografiche: Fragile e delicato nella sua oppressione

da | Set 9, 2022 | letture psicofotografiche | 3 commenti

Con questo articolo introduco una nuova categoria del mio blog Letture Psico-Fotografiche.

Le fotografie sono composte da elementi che possono richiamare l’attenzione di colei/colui che le osserva.
Cosa attira l’attenzione dell’osservatore durante la visione di una fotografia?
Sono due le tipologie di elementi che possono richiamare lo sguardo dell’osservatore:

Gli elementi della composizione fotografica e tutti quegli elementi ai quali senza saperlo attribuiamo un significato profondo.

Il significato che si attribuisce ad uno stimolo visivo è primariamente creato dall’osservatore durante il processo di percezione.

Un significato fortemente influenzato dal nostro vissuto personale, dal nostro background sociale e culturale ma anche, e sopratutto, dal “qui ed ora”.

Chi sono adesso?
Come sto adesso?
Dove sono adesso?
Che cosa sto vivendo?

Esperienze di vita che inevitabilmente influenzano la nostra Anima.

Cosa si intende per percezione?

La percezione è un processo psichico per mezzo del quale riconosciamo, organizziamo e diamo un senso alle sensazioni che giungono dagli ambienti.

In psicologia, coloro che hanno affrontato il costrutto della percezione sono i teorici Scuola della Gestalt. 

Il motto dei gestaltisti è: “Il tutto è più della somma delle singole parti” (Zerbetto, 1998)

Cosa significa questa affermazione?
Secondo i teorici della scuola della Gestat, gli elementi visivi vengono raggruppati dalla nostra mente in modo tale da essere percepiti come immagine intera e non come singoli elementi.

 Per farti un esempio pratico:

Immagina di essere a mare o in montagna, di sdraiarti sulla sabbia o sul terreno, di guardare il cielo e osservare le nuvole che “viaggiano” sopra di Te.

E mentre le osservi, vedi una forma riconoscibile: un’animale, un 

Ciò che stai osservando non sono altro che delle nuvole ma ciò che la tua mente sta facendo è “prendere” quelle nuvole, metterle insieme e produrre qualcosa di riconoscibile.

La tua mente ha applicato la teoria di Gestalt.

Perché ti sto parlando del pensiero della Gestalt?

Sicuramente il pensiero della Gestalt è molto complesso ma ho scelto di parlartene perchè in ambito artistico – e naturalmente fotografico – è di fondamentale importanza sia per l’artista sia per l’osservatore. 

Noi non costruiamo l’immagine a partire dalle sue singole e diverse parti ma la percepiamo e comprendiamo nel suo insieme, nella sua totalità. Pertanto, grazie a questo effetto della Gestalt, l’artista saprà che ciascuna fotografia non avrà bisogno di rivelare tutto allo spettatore per essere ritenuta “interessante” e carica di significato.

Lo spettatore si troverà protagonista di una narrazione visiva in cui cercherà di comprendere il suo messaggio intrinseco che altro non è che una proiezione di noi stessi: di sentimenti inconsci, pensieri e/o ricordi, adesso, riportati alla luce.

Lo stesso pensiero si applica all’interno di un percorso di crescita personale di tipo psicologico?

Certamente! Ciò su cui si lavorerà sarà un insieme strutturato di sensazioni e vissuti; delle parti interconnesse tra di loro che fanno da sfondo alla tua “figura”.

Immagina un tuo disagio interiore come una fotografia.

In questa fotografia, le tue sensazioni, i tuoi pensieri, le tu emozioni si legano tra di loro e ne formano lo sfondo. 

All’interno c’è una figura statica, quella figura sei Tu! Sei Tu che hai bisogno di riprendere a muoverti e di dare una nuova interpretazione a quei pezzi che hanno bisogno di essere messi insieme. 

[Se vuoi approfondire i principi della Gestalt, ho creato per Te un file riassuntivo che ho realizzato partendo dai miei appunti universitari.
Clicca qui per scaricarlo.]

Se ti interessa questa è la struttura che troverai per ogni articolo appartenente alla categoria Letture Psico-Fotografiche.

Sezione 1: Breve introduzione sull’autore o sulla fotografia scelta

Sezione 2: Composizione fotografica dell’immagine scelta

Descriverò la fotografia da un punto di vista tecnico, ponendo attenzione ad “alcuni” elementi compositivi presenti all’interno dell’immagine (linee, forme…).

Sezione 3: Riflessione psicologica dell’immagine scelta

Descriverò la fotografia come se fossi dentro di essa, come se fossi la protagonista. Inoltre, riporterò le sensazioni che questa fotografia trasmette alla mia parte pensate, emotiva e istintiva.

Sezione 4: Sezione commenti

Ti inserirò delle domande che potrai utilizzare come input per descrivere la fotografia dal tuo punto di vista.
Potrai esprimere il tuo punto di vista, ricordandoti che il significato che ognunə attribuisce all’immagine è unico perché nasce da “dentro” di Te e, come tale, va rispettato.

Sezione Extra: Se emergerà una tematica psicologica, potrei scegliere di approfondire sinteticamente l’argomento e dedicarti un eventuale suggerimento. 

Lettura PsicoFotografica: fragile e delicato nella sua oppressione.

La foto che ho scelto per questo primo articolo e per celebrare la sua morte è di Piergiorgio Branzi.

©Piergiorgio Branzi

Sezione 1 – Breve Introduzione

La fotografia è stata realizzata da Piergiorgio Branzi nei suoi primi periodi di attività come fotografo e ritrae il fratello incastrato all’interno di un muro.

Analizzeremo questa fotografia dapprima da un punto di vista tecnico, con attenzione alla composizione fotografica e successivamente, mediante delle domande di fototerapia, da un punto di vista psicologico.

Sezione 2 – Composizione Fotografica

1 elemento: il punto

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Il punto è un oggetto isolato inserito all’interno di uno sfondo omogeneo. Il punto attrae l’attenzione dell’osservatore perché non solo contrasta con il resto della scena ma sopratutto verrà immediatamente riconosciuto all’interno del fotogramma.

In questa fotografia il punto è proprio il soggetto (vedi cerchio bianco), una bianca umana che emerge all’interno di una parete scura e rocciosa. Un contrasto tra fragilità e oppressione, delicatezza e durezza.

2 elemento: la regola dei terzi

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La regola dei terzi consiste nel suddividere il quadro (che sia rettangolare o quadrato) in nove zone di eguale superficie. Il quadrante centrale è la cosiddetta zona aurea, la zona di maggiore interesse.

I punti di intersezione sono i punti di massima attrazione.

Sulle linee e suoi punti andrebbero posizionati gli elementi più importanti.

Perchè in questo caso non è così?

Probabilmente perché entra in gioco il 3 elemento:

3 elemento: la cornice

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Se osservi la fotografia, al centro, è possibile osservare una cavità a forma di bottiglia (linee gialle).

Questa cavità funge da cornice, attirando il nostro sguardo direttamente verso il soggetto e scaturendo in noi una sensazione di scoperta.

La domanda che mi sono posta io è stata: Cosa ci fa lì dentro?

Inoltre se osservi la parte iniziale della destra (vedi linee color petrolio) potrai notare come ci siano delle curve che trasmettono un senso di movimento e che orientano lo sguardo direttamente verso il basso, verso il soggetto.

4 elemento: la linea orizzontale

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Le linee orizzontali possono risultare statiche o dinamiche.

La linea retta del terreno (vedi linea azzurra) da un senso di stabilità che viene ancor più accentuato se i due estremi proiettati sul ginocchio del soggetto formano un angolo (vedi linee tratteggiate).

Il triangolo, infatti, può avere un duplice significato e ciò dipende dalla posizione del vertice.

In questo caso, il vertice posto verso l’alto dona all’immagine un effetto di stabilità che preferirei anzi definire come solidità o resistenza.

“Io sono qui, immobile!”

5 elemento: le linee diagonali

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Le linee diagonali sono in grado di donare dinamismo all’immagine.

In questo caso, infatti, nonostante il soggetto si trovi all’interno di uno spazio alquanto “claustrofobico” la sua postura non è rigida ma assume una posizione per lui quasi comoda.

6 elemento: le linee a zig zag

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Ero indecisa se inserire quest’ultimo elemento ma più volte la mia attenzione è ricaduta su questo particolare: le venature della roccia.

Le linee zig zag o spezzate (vedi linee fucsia) trasmettono una sensazione di dinamismo, movimento scattante e nervoso.
Un elemento che a mio parere intensifica ancora di più la sensazione claustrofobica della scena, trasmettendo questa sensazione di nervosismo anche all’osservatore.

Sezione 3 – Sezione Riflessione di Fototerapia 

Questa fotografia per me potrebbe intitolarsi “Fragile e delicato nella sua oppressione”.

Osservo questa fotografia e penso che ci sono buchi neri nell’anima, buchi di cui non conosciamo la loro esistenza ma che divorano la nostra Anima. Sono buchi che hanno bisogno di essere coltivati per far nascere germogli.

Mi immedesimo nel protagonista e sento di essere solo, ho sempre bisogno di qualcuno che mi protegga.

Mi abbraccio.

Mi chiedo: “Com è successo?”

“Come sono finito in questa solitudine?” 

Forse avevo bisogno di rimanere da solo ma adesso questa solitudine mi sta uccidendo.

Provo vergogna perché vorrei riuscire a risalire da questo buco e riprendermi la mia vita.

Sono fragile, perché intorno a me tutta questa durezza?

È una durezza apparente, è una durezza che ti vuole proteggere, mi dice il muro. “Ascoltami”, sono duro, freddo ma “ci sono”, sono “intorno a Te”.

Lo so che ci sei ma se potessi cambiarti vorrei vedere dentro di Te una luce gialla, una luce che emana calore e che mi da ossigeno. Mi basterebbe anche solo uno spiraglio di luce, quella luce per poter finalmente germogliare. 

Come un seme nel terreno.

Anche “il buco può essere fertile“, e diventare, per chi lo vuole, un momento di trasformazione.

In quel buco io voglio germogliare.

Cosa dice la parte pensante di me?

Penso che ancora una volta non ce l’ho fatta, penso che ho bisogno di aiuto e che devo trovare una soluzione per liberarmi.

Cosa sente la parte emotiva e sentimentale di me?

Non riesco a guardare in alto, non ho equilibrio, tutto intorno a me è così confuso. Sento di 

Come si comporterebbe la parte istintiva di me?

Distruggerei tutto! Farei quel muro in mille pezzi e forse non mi importerebbe nulla se quel muro fosse una miniera di pietre preziose.

Domande per ispirarti

Che titolo daresti a questa foto?

Che messaggio ti trasmette questa foto?

Scegli un elemento della foto, cosa gli diresti? Cosa ti risponderebbe?

Se potessi cambiare qualcosa in questa foto, qualcosa che poter suscitare in te un sentimento o pensiero differente.
Quale sarebbe?

 

3 Commenti

  1. Rossana

    Che titolo daresti a questa foto?
    “Dopo la caduta.”

    Che messaggio ti trasmette questa foto?
    Mi dice: riposati, stai, curati, riprendi le energie che hai perso

    Scegli un elemento della foto, cosa gli diresti? Cosa ti risponderebbe?
    Al colore nero direi “ho fiducia in te, grembo.”
    Mi risponderebbe “ora puoi andare.”

    Se potessi cambiare qualcosa in questa foto, qualcosa che poter suscitare in te un sentimento o pensiero differente.
    Quale sarebbe?
    Se il soggetto fosse in piedi mi sentirei pronta a ripartire.

    Rispondi
    • Silvia Previtera

      Che bella lettura😍 Un grembo che ci da protezione ma anche forza per “andare” senza la paura di cadere.
      Mi chiedo: “Verso dove?” “Verso chi?”.
      Forse quel soggetto in piedi vorresti essere Tu?

      Grazie mille. 😍❤️

      Rispondi
      • Rossana

        Assolutamente. Vorrei essere io! Nel non esserlo (ancora) sento di nutrire più rispetto nei confronti delle fasi naturali. Ogni cosa/tempo/situazione serve.

        Rispondi

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